Sei in → Home 9 Network Marketing 9 Il Network marketing è una setta? No, è una chiesa!

Il Network marketing è una setta? No, è una chiesa!

da | 10 Ottobre, 2022 | Network Marketing | 0 commenti

Tempo di lettura: 8 minuti

Il network marketing è una setta?
È una domanda che torna spesso, soprattutto da parte di chi guarda questo settore dall’esterno.

Il network marketing e la chiesa hanno più cose in comune di quanto si pensi.

Hai presente quella sensazione che ti prende quando ti trovi davanti a qualcuno che insiste a sostenere imperterrito che i networker sono membri di una setta?

Anche io la conosco bene quella sensazione, perché di soggetti così ne ho incontrati a centinaia quando operavo da networker: la cosa accadeva non soltanto durante le presentazioni del business ma anche in altri contesti, ad esempio quando mi chiedevano che lavoro facessi.

Se non sai gestire queste situazioni è facile che ti salga il sangue alla testa e ti venga pure il prurito alle mani: ma basta impostare la comunicazione nel giusto modo e ne vieni fuori vincitore, in un modo o in un altro.

In questo articolo ti spiego il mio punto di vista e alla fine ti dò anche due insegnamenti pratici, però è opportuno avanzare piano piano e procedere per gradi.

Esaminiamo qualche motivo per cui ci sono quelli che dicono che il network marketing è una setta.

Chi sostiene che il network marketing è una setta di solito rientra in una di queste categorie.

1º motivo: chi lo dice è un deficiente

Ora potresti pensare:

“Roberto, hai appena detto che volevi avanzare piano piano!”

Chiariamoci: sto parlando di quelli che sentenziano che i networker fanno parte di una setta e non intendono dialogare.

Quelle persone io le considero deficienti proprio nel senso etimologico della parola.

Se, ad esempio, qualcuno parla di setta perché è stato a un congresso e di fronte all’entusiasmo generale ha pensato che fosse immotivato, è evidente che gli manca l’intelligenza di comprendere che è stato ospite di un evento senza parteciparvi emotivamente.

L’ho spiegata troppo difficile? Allora uso un’analogia.

Chi non è appassionato di calcio potrebbe pensare che le decine di migliaia di persone che trepidano allo stadio necessitino di supporto psicologico, visto che si emozionano per gente in mutande che corre dietro a una palla.

La lezione che si può apprendere in questo caso è chiara: ogni singolo prospect va preparato a quello cui va incontro. Se le cose gliele dici prima, lo stai educando; se gliele dici dopo, allora ti stai giustificando.

2º motivo: ha incontrato un petulante

Se l’invito a una presentazione dell’attività è fatto nel modo giusto, allora lo fai una sola volta, perché alla seconda sarà il tuo candidato a farsi avanti.
Io ho sempre fatto così e insegnato a fare così, e funziona alla grande.

Non siamo però tutti fatti allo stesso modo. Ci sono individui che sembrano esistere al solo scopo di romperci le scatole con la loro insistenza.

Hai presente quelli che ti ripetono cento volte la stessa cosa?
Non lo fanno solo col network marketing, ma anche con tutto ciò di cui sono convinti di essere i campioni: politica, cibo, musica, film eccetera.

Se qualcuno ha incontrato un soggetto così — cioè che lo ha tartassato — dovrebbe facilmente rendersi conto che è una questione prettamente di indole personale e non fare supposizioni complottistiche.

3º Motivo: glielo ha detto suo cuggino!

Hai presente la canzone “Mio cuggino” di Elio e le Storie Tese? Un vero trattato fenomenologico in musica!

I cugini non si possono scegliere, ma si può scegliere di dargli la giusta importanza.

Esistono tante persone che si fanno un’opinione non sulla base di esperienze personali, ma sul sentito dire.
Così, quando ci provi a parlare, emettono sentenze di questo tipo:

“Il network marketing è una setta! Lo so perché me lo ha detto mio cugino che ha un amico che ci ha rimesso un sacco di soldi…”

Queste persone le considero al pari di chi ha un conoscente che è stato lasciato dalla donna e quindi dichiara che le femmine sono tutte… Ci siamo capiti, giusto?

La lezione che possiamo trarre per questi casi è chiara: vanno sempre fatte le due interviste prima di esporsi con la presentazione del business.

Se vuoi approfondire questo argomento, ne ho parlato proprio nell’articolo Fai sempre due interviste prima di presentare la tua opportunità di network marketing.

4º motivo: chi lo dice è stato manipolato

Io capisco chi è entrato in strutture dove si è reso conto solo dopo di essere stato usato per scopi altrui: li capisco, eccome se li capisco… È successo anche a me!

Ma da una singola esperienza non si può trarre una verità universale. Farlo significa aver bisogno di un bagno d’umiltà.

Insomma, dire che il network marketing è una setta sulla base di una singola esperienza negativa è come condannare tutti i ristoranti perché una volta hai mangiato male.

Le fregature le abbiamo prese tutti nella vita e ne abbiamo sopportato le conseguenze. Questo però ci ha anche insegnato poi a fare scelte oculate, senza pregiudizi e facili entusiasmi.

La lezione in questo caso è chiara: se ti trovi davanti a una persona in questa condizione, devi procedere con cautela, perché è valido il proverbio:

“Chi si è scottato con l’acqua calda ha paura anche dell’acqua fredda.”

Ora, dopo aver fatte le dovute premesse, è il momento di spiegarti perché il network marketing non è una setta… ma una chiesa.

Sì, hai letto bene: il network marketing non è una setta.

Un network marketing è una chiesa perché funziona come una chiesa

Il network marketing e la chiesa hanno in comune la stessa dinamica di fondo.

Siamo in Italia, il che significa che praticamente tutti da bambini abbiamo frequentato una chiesa, fosse solo per la prima comunione e poi la cresima.

In chiesa capita di finirci anche da adulti, invitati ad esempio a un matrimonio.

Quando siamo lì, se ci guardiamo intorno, notiamo la differenza tra quelli che sono presenti per quell’occasione e i frequentatori abituali: questi ultimi li riconosci perché sono perfettamente sintonizzati con ogni cosa che succede.

Perché un network è come una chiesa? Ti suggerisco di non leggere di corsa, ma di riflettere su ogni cosa che dico.

Quante volte, alla domanda:

“Sei religioso?”

hai sentito la gente rispondere:

“Io credo, ma a modo mio!”

È una realtà innegabile.

Ognuno la vede a modo suo e, di conseguenza, ognuno ha una sua ragione per far parte di una chiesa.
Ed è per questo che di frequentatori ne trovi vari tipi, tanti quante sono le motivazioni che li spingono a partecipare.

L’attività di network marketing funziona esattamente come una chiesa, perché ci trovi dentro un grande assortimento di persone, ognuna con la propria motivazione.

Ora, prima che io ti faccia qualche esempio, tieni presente che non sto giudicando nessuno: non c’è ragione di offendersi.

Qui non è questione di sentirsi superiori: quello che conta è soltanto la coerenza con cui le persone agiscono in base ai valori che professano.

Le persone che frequentano una chiesa sono come le persone coinvolte in un network marketing

In una chiesa ne trovi di diversi tipi: alcune teologicamente preparate, altre devote, altre ancora impegnate a portare nuove persone nella comunità o al servizio pratico della parrocchia.

Oltre a queste, ne trovi tante altre motivate dalle ragioni più disparate.

C’è chi frequenta perché è solo, chi perché accompagna qualcun altro, chi vuole esercitare una qualche forma di potere ottenendo visibilità che magari nella vita quotidiana non ha.

Ci sono quelli che vanno perché cercano consolazione, quelli per cui è l’occasione per mettersi il vestito buono, quelli che li trovi solo alle feste comandate per senso del dovere, quelli che ci vanno per obblighi cerimoniali, per abitudine o perché non hanno nient’altro da fare.

Se ti stai chiedendo cosa c’entri tutto questo con la tua attività di networker, tra poco capirai.

Non andare di fretta.

È proprio come ti ho appena detto: se ci pensi bene, te ne rendi conto. La gente che va in chiesa lo fa per motivi assai differenti.

Il parroco onesto, quello che crede nella missione che il suo dio gli ha affidato, guarda tutti i suoi fedeli e considera che, se riesce a tenerli vicini a sé, ha modo di aiutarli nella loro vita e renderli credenti migliori.

Si rende conto che non tutti i suoi parrocchiani aspirano a diventare santi, perciò non li umilierà né li costringerà a compiere azioni che non siano frutto della loro libera scelta.

Insomma, non metterà sulle loro spalle un carico maggiore di quello che vogliono portare, così li manterrà coinvolti il più a lungo possibile.

Ora, se non lo sai o non lo ricordi, Gesù nei Vangeli parla di pescatori di uomini che lavorano con la rete prendendo ogni genere di pesce: in inglese rete si traduce “net” e lavoro “work”. Da qui al network marketing il passo è breve.

Il network marketing funziona come una chiesa 

Passiamo ora alla tua attività.

Ti ricordo con altre parole quello che ti ho detto poco fa: un network marketing e una chiesa sono due strutture animate dalla stessa dinamica sottostante.

Se sei un networker, basta che ti guardi intorno e vedrai che ho ragione.

Le persone sono coinvolte in base a motivazioni personali differenti.

Non posso sapere a priori in quale network tu sia coinvolto, quindi ti faccio qualche esempio tratto dalla mia esperienza.

Negli anni in cui ho avuto un codice ho costruito una downline di oltre settemila incaricati. Puoi credermi: di persone con motivazioni differenti ne ho viste tantissime.

Ho avuto chi voleva soltanto vendere e chi voleva solo sponsorizzare; chi era innamorato degli integratori, chi dei cosmetici, chi dei detergenti, chi degli elettromedicali.

Nella mia rete c’erano quelli che lavoravano a tempo pieno e quelli che lo facevano a tempo libero, poche ore al giorno o solo nei fine settimana.

Poi c’erano le mamme e i giovani “di belle speranze”.

Ho avuto chi voleva vendere alle attività commerciali e agli estranei, e chi invece puntava sulle fiere e sugli eventi.

C’erano quelli che volevano fare tutto da sé e chi chiedeva addestramenti specifici per ogni prodotto e situazione.

Ho lavorato con chi voleva fare carriera ed era disposto a pagarne il prezzo, ma hanno frequentato la “vita del team” anche persone che semplicemente accompagnavano il coniuge o erano innamorate o amiche di qualcuno.

E non parliamo poi di chi veniva solo per gli eventi speciali, tipo feste e seminari.

Ti confido una verità: se avessi dato retta a chi si riempiva la bocca con la storia della duplicazione, le persone con cui lavorare le avrei contate sulle dita di una mano sola.

Di questo argomento ne ho parlato nell’articolo La duplicazione nel network marketing.

Ricapitolando, da parte mia ho fatto tutto quel che mi era possibile per aiutare ognuno a restare coinvolto in base al preciso motivo per cui ci era entrato.

Non l’ho fatto da solo, ovviamente: l’ho fatto insieme a loro.

Se anche tu decidi di lavorare così, sarai tu stesso la dimostrazione vivente che il network marketing non è una setta.

Adesso ti fornisco due consigli pratici per la tua attività.

1° Aiuto pratico per la tua attività

La lezione che puoi prendere e mettere in pratica da quel che ti ho detto è duplice.

Cominciamo da chi ti dice che fai parte di una setta.

Quando ti dicono che come networker sei un esaltato che fa parte di una setta, non devi difenderti per dimostrare che non è vero.

Non infilarti in dispute: rischi di ficcarti in un ginepraio e di non uscirne bene.

Quello che conviene fare è chiedere il motivo per cui ne sono convinti. Fai una serie di domande sempre più circostanziate e stringenti. Devi essere ficcante, ma con le dovute maniere, e “metterli all’angolo” senza aggressività.

Lo so, è pesante e a volte dura: aiutati pensando a Rocky “Non fa male, non fa male!”

Praticamente, devi scavare con le domande fino a far emergere l’evidenza che la loro è una visione parziale e sbagliata, quindi non ha valore assoluto.

Ma attenzione: se non è il caso, evita di “metterli al tappeto”. Se sono in buona fede, potrebbero un giorno entrare in attività con te, come incaricati oppure come clienti.

Per arrivare a questo, puoi farli parlare di qualcosa che li appassiona e farti raccontare un episodio che li ha emozionati. A quel punto, fagli notare che una persona che non condividesse la loro passione potrebbe superficialmente etichettarli come esaltati.

Insomma, gli fai vedere che in casi come questi siete entrambi vittime dei deficienti.

Ah, questa non è roba da PNL, ma semplice filosofia: è la cosiddetta maieutica di Socrate, che faceva tirare fuori alle persone da sé le risposte alle domande che poneva.

Passiamo ora alla grande varietà di persone che potrai coinvolgere nell’attività.

2º Aiuto pratico per la tua attività

Ricordati che non siamo tutti uguali. Le persone entreranno in attività e resteranno coinvolte non per quello che il network marketing significa per te, ma per quello che significa per loro.

Se ti hanno insegnato un metodo etico per costruire la tua attività e funziona alla grande, se stai ottenendo esattamente quello che desideri in conformità ai tuoi valori, continua a farlo.

Ma se ti accorgi che stai recitando una parte, se ti rendi conto che non ti piace quello che fai, lascia stare.

Scegli di essere come sei, cioè autentico.

Mutatis mutandis, comportati come il parroco onesto: illumina il percorso di chi fa affidamento su di te e supportali nelle loro motivazioni individuali, senza esercitare coercizioni.

Per quanto è nelle tue possibilità, aiuta le persone a raggiungere il proprio obiettivo, quello che si sono date in piena autonomia. Così facendo, si sentiranno rispettate e incoraggiate a dare il meglio.

Ti saluto con una frase che ripeto spesso e che trovi alla prefazione del mio libro:

“Il network marketing può essere una bellissima avventura, a due condizioni: prima devi conoscere cos’è che vuoi veramente, poi devi coinvolgerti con un’azienda seria e con leader onesti.”


Se vuoi andare oltre quello che hai letto, ho scritto un libro su come costruire un’attività di network marketing seria e su base etica. Puoi cominciare dalle prime 36 pagine — gratuitamente, senza lasciare nessun dato.

Trovi tutto qui sotto.

Scopri Eticonetwork

Questo libro è il condensato di tanti anni di esperienza sul campo nel network marketing dal vivo. È scritto come una chiacchierata tra te e me — ricca di episodi reali, spiegazioni pratiche e nessun sensazionalismo.

Trovi i fondamentali: vendita, sponsorizzazione e leadership. Tutto quello che serve per costruire un’attività seria.

Non sono collegato a nessuna azienda e non ho interesse a spostarti da quello che stai facendo. Puoi verificarlo da solo: inizia dalle prime 36 pagine, gratuitamente e senza lasciare nessun dato. Se dopo averle lette vuoi lavorare insieme, sai dove trovarmi.

Leggi e scarica a costo zero e senza lasciare i tuoi dati.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Roberto Ragusa

Roberto Ragusa

Sono esperto di network marketing quindi di vendita, sponsorizzazione e leadership. Conosco bene anche la vendita diretta: a tu per tu, con party plane, televendite e telepromozioni da call center.
 Ho venduto praticamente ogni tipo di prodotto, da quelli di consumo ai beni durevoli.
 Conosco pure il dietro le quinte avendo lavorato per alcune aziende. Ora voglio aiutare direttamente le persone per bene a raggiungere il successo.

Articoli correlati

Le porcate nel network marketing

Le porcate nel network marketing

La verità è che le porcate le fanno anche nel network marketing: in alcuni casi poi si tratta di vere e proprie truffe, orchestrate da "aziende" e "leader" senza scrupoli. Così scopri che quell'azienda "tanto bella e tanto onesta paréa soltanto", che quel leader che...

leggi tutto

Ultimi articoli

Le porcate nel network marketing

Le porcate nel network marketing

La verità è che le porcate le fanno anche nel network marketing: in alcuni casi poi si tratta di vere e proprie truffe, orchestrate da "aziende" e "leader" senza scrupoli. Così scopri che quell'azienda "tanto bella e tanto onesta paréa soltanto", che quel leader che...

leggi tutto