Nella prima parte dell’articolo abbiamo visto che esistono due anime del network marketing e ho concluso dicendo:
“Ti racconterò anche qualcosa che mi è accaduto personalmente e che dimostra che, quando si lavora con passione, i “numeri” arrivano.
Anche i grossi numeri, eccome se arrivano…”
Tuttavia nella seconda parte dell’articolo mi sono riferito piuttosto ad un versetto della Bibbia che invita a non disprezzare il giorno delle piccole cose.
Infatti ho raccontato di una donna che, pur avendo i reumatismi, andava a fare le pulizie per 200 euro al mese e, una volta entrata in attività, già il primo mese ha ottenuto lo stesso risultato.
L’ho fatto per dimostrare che il network marketing non è solo un ambiente di soggetti che si vantano del numero di reclutamenti e k di guadagno come, diciamocelo, il trend attuale che ormai imperversa sui social.
Oggi voglio raccontarti un momento esaltante che ho vissuto.
Le due anime del network marketing si rivelano proprio nei momenti come quello che sto per raccontarti.
Il network marketing è anche questo
Premessa necessaria, altrimenti non puoi goderti il racconto.
Io detesto il Marchese del Grillo che dice “Io sò io e voi non siete un …..”: in quello che sto per dirti non c’è vanto, c’è solo il desiderio di condividere una vetta emotiva raggiunta in attività.
Ti auguro di vivere anche tu un’esperienza notturna come la mia (o qualcosa del genere).
Sono i primi anni ’90.
È abbondantemente passata la una e sono in auto che sto tornando a casa da un meeting con la valigetta piena di proposte d’ordine e d’iscrizione con qualche decina di milioni tra contanti ed assegni.
Sono distante da casa, nel profondo sud del Lazio e percorro strade senza segnaletica che dovrebbero condurre all’autostrada: non capisco bene dove mi trovo. In quell’epoca, niente navigatori né smartphone.
È vero che sono stanco ma sono soprattutto appagato.
Sono in attività da un anno e mezzo e ho una downline di più di 3000 persone, sviluppata soprattutto da quattro braccia forti su qualche decina di mie prime linee personali.
Sto guadagnando bene ma continuo a vendere, sponsorizzare ed aiutare il team: insomma continuo a fare le stesse cose dell’inizio ma ho alcune persone intorno a me che hanno deciso di “fare sul serio” e le vedo crescere.
Ho capito da tempo che bisogna mettere il successo delle persone tra le proprie mete e perciò mi godo i loro progressi.
Come ho detto continuo a fare le stesse cose dell’inizio ma ora, invece di spostarmi con una Opel Kadett con 300.000 km, vado dove devo andare in Mercedes coupé.
Quindi sono certamente stanco ma contento della produzione raccolta e torno a casa comodamente.
Siamo a chiusura mese.
Squilla il cellulare, mi chiama lei
È Raffaella, il mio miglior leader e quando dico migliore mi riferisco al suo livello d’impegno e dedizione che la premiano con risultati eccellenti.
Tieni presente che con lei non è stato tutto rose e fiori anzi, sapessi le volte che ci siamo scazzati! Ma la verità è che c’è profonda stima reciproca e quindi abbiamo superato tante situazioni.
Solo un inciso, permettimelo: oggi, dopo quasi trent’anni, parlando ci ripetiamo che eravamo giovani e quindi, purtroppo, qualche “manipolazione dall’alto” l’abbiamo subita.
Quando ripenso al nostro passato comune, mi spiace di non essere stato in grado di proteggere adeguatamente il nostro rapporto. Per questo puoi vedere che insisto spesso sul significato della parola sponsor: è un vocabolo latino e significa garante.
Ti esorto a proteggere le persone che si affidano a te, non dimenticarlo mai.
Fagli sapere che ci tieni a loro e dimostraglielo.
La telefonata notturna
Le chiedo dov’è e mi risponde tra le montagne dell’Appennino ma non sa precisamente dove ed io le dico che sto in una situazione analoga.
Raffaella mi dice che anche lei torna a casa con la valigetta stracolma di contratti e comincia a raccontarmi l’accaduto: mi parla del Coordinatore che ha organizzato la prima serata di presentazione nella sua zona.
Mi spiega che c’erano una cinquantina di persone, di cui la metà ospiti.
Hai presente quella bella coppia che c’era all’Hilton lunedì scorso? Si erano iscritti e oggi sono venuti con altre due coppie e si sono iscritte anche loro!
Ti ricordi poi di quella che ha detto che avrebbe venduto due Estetic Line (= elettrostimolatore)? Pensa che è venuta con le proposte d’ordine e gli assegni firmati!
Gli dico che sono contentissimo, ma non riesco a finire perché lei è impetuosa.
Aspetta Roberto, aspetta! Ti ricordi che lei aveva detto di non avere i soldi per comprarsi l’elettrostimolatore e quindi ho detto al suo sponsor di accompagnarla in demo?
Gli dico che mi ricordo, certo che mi ricordo: anche per questo faccio colloqui con tutti i nuovi iscritti…
Lo sai? Oltre ai cinque milioni delle due vendite è venuta anche con l’assegno per acquistare la sua Estetic Line e fare le dimostrazioni da sola! M’ha detto che quando si è resa conto di aver guadagnato un milione in un pomeriggio ne ha parlato col padre che a quel punto l’ha incoraggiata a impegnarsi e l’ha finanziata!
Tutti e due abbiamo gridato “Evviva!”: io ho accostato, mi sono fermato e sono sceso nel buio più assoluto.
Poi ha proseguito:
Ti ricordi quella signora anziana tutta arzilla, tanto simpatica? Pensa che s’è fatta il giro di tutti i bar e ristoranti del suo paese e di quello vicino per le dimostrazioni dei detergenti. Pensa, un milione e trecentomila di fatturato. È sconvolta e ha detto che si vuole battere tutta la provincia!
E pensa al suo capoteam che, anche grazie a lei è diventato Coordinatore!
Abbiamo proseguito per un quarto d’ora esaminando tutti i risultati e quindi le ho detto a bassa voce:
Ma allora… hai fatto i conti? Ce l’hai fatta?
E lei, urlando:
Siiiiiiii! Coordinatore 3 smeraldi!
Io pure ho cominciato ad agitarmi strillando tutto intorno la stessa cosa.
Quella notte mi sono fatto quei 150 km cominciando spesso a saltare sul sedile e schiaffeggiando il volante.
Quanto grande può essere la gioia per qualcuno che si fida di te e fa carriera!
La gente magari può assistere alla gioia del calciatore che fa gol o del cantante che vince il festival.
Ma i pianti di gioia sono tra i gioielli più diffusi anche del network marketing, di quello etico ovviamente.
Ripeto, io conosco il network marketing e la vendita diretta, non posso sapere cosa accade in altri ambiti: ma tu ed io sappiamo che queste emozioni si possono vivere grazie a questa professione.
Almeno spero che anche tu lo sappia e che le abbia vissute.
Le due anime del network marketing — quella dei numeri e quella delle emozioni — convivono, e la seconda è quella che ti fa andare avanti.
Ti ho raccontato questi episodi per dirti che se sono le emozioni a farti sentire vivo, lavora con etica, sperimentale e saranno tue per sempre.
Le porterai con te per tutta la vita.
E per quello che sei e grazie a quello che fai le persone si sentiranno attratte e resteranno coinvolte in attività condividendo la tua visione.
Una visione che nessun numero, nessuna statistica o webinar può trasmettere ma solo il contatto umano.
C’è tanta gente che ha bisogno di te e di quello che offri, valla ad incontrare.
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