Che la diversità sia una ricchezza è una frase che sentiamo spesso: vale anche quando si parla di sponsorizzare nel network marketing.”
Ciò di cui sto parlando è la varietà delle persone che fanno parte di una struttura di MLM.
Se stai costruendo un team ma anche se sei il fondatore di un’azienda, dovresti mirare ad avere coinvolte in attività, a qualsiasi livello, persone eterogenee.
A dispetto di quanto qualcuno sostiene, infatti questo è un settore differente da tutti gli altri e la ragione è ovvia: le persone che ne fanno parte, distributori e clienti, hanno ognuna una personale e differente motivazione.
Il sogno di ogni manipolatore è quello di avere una struttura composta di replicanti, soldatini da comandare a bacchetta, persone anzi (dal suo punto di vista) codici da spremere con l’autoconsumo obbligatorio e gli eventi a pagamento.
Io però ho questa fissa con l’etica e so di essere in grande compagnia, quindi vorrei esortarti a lavorare in questa direzione perché può aprirti un mondo e permetterti risultati eccezionali.
La prima lezione che ho imparato sul campo
Quando ho mosso i primi passi nel marketing multilivello ero squattrinato e alla ricerca di un guadagno integrativo, così inizialmente ho fatto l’errore di contattare soltanto persone che sapevo o pensavo fossero nelle mie stesse condizioni.
Subito però è accaduto qualcosa che mi ha fatto aprire gli occhi: si sono fatti avanti tanti miei conoscenti che io non avevo ritenuto adatti a valutare la mia opportunità.
Veramente sono rimasto stupito anche perché alcuni di loro erano quasi risentiti nei miei confronti per non averli considerati.
“Roberto, ci sono rimasta veramente male!
Abbiamo condiviso così tante cose e più volte mi hai aiutato in modo disinteressato: perché adesso non mi hai parlato anche di questa cosa?”
Questo è stato il primo cambiamento che ho dovuto assimilare: le persone entravano in attività anche se, per l’aspetto economico, non ne avevano la necessità.
Un paio di esempi.
Una donna che conoscevo perché frequentava la mia stessa chiesa era capo area di una famosa agenzia pubblicitaria: lei è stata la prima di questo “nuovo corso”.
È entrata in attività e ha portato con sé la responsabile di un importante centro commerciale di Roma, poi una vicepreside e ancora un giornalista.
Poi è arrivata una mia amica, una vigilessa il cui marito era un commerciante di carni: si è fatta avanti da sé e poi ha sponsorizzato la moglie e la figlia di un ricco imprenditore nel settore dei serramenti.
Mi fermo qui, di queste storie potrei raccontartene a bizzeffe.
Tieni sempre a mente che ogni persona che inizia nel network marketing lo fa in base alla sua personale motivazione: spetta a te individuarla e farla emergere.
La seconda lezione che ho imparato
Il secondo cambiamento è stato quello di vedere il livello di investimento con cui facevano il loro ingresso in attività.
Ti parlo dei primi anni novanta, nel network in cui ero si poteva entrare con differenti investimenti: 60, 250, 500, 1000 e 1500 euro (ho fatto la conversione, per semplificare…)
Io ero entrato con il minimo, perché quello era l’unico investimento alla mia portata e quando sponsorizzavo, magari inconsciamente, pilotavo verso la stessa scelta o al massimo quella da 250 euro.
Quando queste persone, di ceto sociale più elevato rispetto al mio, sono cominciate ad affluire ho visto che erano loro stesse a indirizzarsi verso “i kit” più costosi.
Questo mi ha stimolato a cambiare atteggiamento e proporre a chiunque tutte le soluzioni, indicandone i differenti benefici: avevo gli esempi pratici da mostrare quindi ho iniziato, come si direbbe oggi, a chiudere “high ticket”.
A quel punto la mia sala meeting ha cominciato a gemmare ed è diventata l’equivalente di un giardino fiorito: quando gli ospiti arrivavano all’Hilton, trovavano tantissimi tipi di persone e questo conferiva grande valore alla presentazione dell’attività.
Nei business meeting potevano incontrare e parlare con imprenditori, cantanti, stewart e piloti Alitalia, medici, proprietari di discoteche, carabinieri, direttori di banca, giornalisti, registi, commercianti, ammiragli, capigruppo Stanhome, concessionari di auto, dj, pastori evangelici, statali e parastatali, agricoltori, pensionati ecc
Fatti una domanda
Che contesto incontrano gli ospiti che vengono alle tue presentazioni ufficiali?
Attenta, attento! Non voglio che ti senti colpevolizzata o colpevolizzato.
Desidero solo che tu rifletta su come stai espandendo la tua attività e se potresti farlo meglio coinvolgendo anche altri “tipi” di persone.
Chiediti se per caso hai escluso dalla tua lista nomi qualcuno, pregiudicandolo magari per la sua condizione economica agiata o comunque benestante.
Nel network marketing non esistono persone in target: cioè, le persone in target non sono soltanto quelle che hanno bisogno di guadagnare ma, per fare un paio di esempi, quelle che vogliono riempirsi la giornata oppure divertirsi oppure che si trovano bene in un ambiente di lavoro in cui vengono riconosciute per quale che sono.
Ci sono i sondaggi a dimostrarlo.
Tieni presente che se tu per primo non le hai messe nella lista nomi, sicuramente avrai trasmesso questo al tuo team negli affiancamenti e anche negli addestramenti.
Utilizza ogni strumento che hai a disposizione per allargare la tua platea e coinvolgere persone che provengono dai più svariati ambienti sociali.
Quando farai questo salto di livello, vedrai che attraverso il meccanismo dei sei gradi di separazione, riuscirai ad espandere la tua attività come mai hai fatto prima.
Se vuoi andare oltre quello che hai letto, ho scritto un libro su come costruire un’attività di network marketing seria e su base etica. Puoi cominciare dalle prime 36 pagine — gratuitamente, senza lasciare nessun dato.
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