Non va bene, non va per niente bene fare le presentazioni a pappardella: tu devi fare le presentazioni a canovaccio nel network marketing!
Le presentazioni a canovaccio nel network marketing sono l’alternativa che funziona.
Purtroppo la maggior parte dei networker è abituata, oppure è stata istruita a ripetere a memoria un testo: questa perlomeno è la mia esperienza negli incontri che ho fatto in tanti anni.
Infatti incontro spesso persone che recitano un copione senza minimamente tenere conto delle regole base della comunicazione.
L’effetto che si ottiene, facendo così, è quello dei bambini che a Natale recitano la poesia: ma, mentre i pargoli suscitano la voglia di riempirli di baci, un incaricato che fa la stessa cosa risulta finto ed irrita i suoi ospiti.
Approfondiamo l’argomento facendo un’incursione rapida nel mondo del teatro: vedrai che ti tornerà utile per la tua attività.
Discorsi da networker
Un networker è chiamato a fare presentazioni in pubblico in varie situazioni che comunque si riducono sostanzialmente a due argomenti:
- Presentazione di prodotti
- Presentazione dell’opportunità
Ci sono poi anche i discorsi nel contesto di eventi societari ma, in quel caso, il suo pubblico è costituito da persone che non gli sono affatto estranee.
Oggi stiamo invece parlando di come si fanno le presentazioni per vendere e sponsorizzare.
Tutto dipende da tre elementi: prima di tutto la situazione in cui le fai, poi dalla consapevolezza del tuo pubblico e infine dal livello di interazione che si riesce a creare.
Perciò quando inizi una presentazione devi tenere conto del contesto, di quanto il tuo pubblico ne sa di quello di cui parli e del modo in cui si interfaccia con te.
Tranquillo però, lo so che non sei ad un corso relatori e quindi con tutto il tempo a disposizione per approfondire: ti semplifico al massimo quello che voglio dirti in modo che tu capisca e per farlo ricorro ad un’analogia.
Facciamo un salto nel mondo del teatro, è da lì che prendiamo ispirazione.
Due tipi di teatro
Prendiamo ad esempio due artisti famosi: Eduardo De Filippo e Maurizio Battista.
È evidente che si tratta di due tipologie di arte teatrale molto differenti.
“Natale in casa Cupiello” è ben diverso da “Qualcuno doveva pur dirglielo”, sono due rappresentazioni con un impianto narrativo differente: se non le hai viste cerca in rete, trovi tutto.
Nella commedia di Eduardo, come in tutto il teatro classico, il testo viene recitato sempre alla stessa maniera: battuta dopo battuta, seguendo un copione che si ripete esattamente allo stesso modo su qualsiasi palcoscenico.
Le scene sono programmate ed eseguite pedissequamente: non è prevista nessuna interazione col pubblico se non per gli applausi finali con tutti gli attori sul palco.
Con uno spettacolo da stand up comedy di Battista invece le cose vanno ben diversamente: nel caso tu non lo conosca ti spiego brevemente.
Prima di tutto è l’unico protagonista in scena e poi, elemento differenziante, lui utilizza il metodo a “canovaccio”: in pratica ha una serie di moduli (monologhi) che usa in base al feedback col pubblico.
Perciò se assisti a varie serate dello stesso spettacolo, vedrai che ne risulta una struttura flessibile che dipende dal modo in cui i presenti “collaborano” con lui.
In sintesi c’è una grande differenza: Eduardo fa una recita cui assisti ed alla fine ti lascia andare via con delle emozioni da elaborare.
Invece nel secondo caso, Battista cerca sistematicamente il dialogo ed confronto col pubblico perché vuole ottenere un’identificazione immediata: lui provoca perché vuole che le persone dicano esplicitamente
“È vero, è proprio così!”
Tu che tipo di pubblico vuoi?
Tu che fai network marketing, quindi vendi e sponsorizzi, che tipo di pubblico vuoi?
Vuoi persone che assistano in silenzio alla tua presentazione oppure le vuoi coinvolte e partecipi?
Riformulo il concetto in un modo diverso.
A chi fa network, cosa serve di più:
- Un pubblico che assiste in silenzio e che poi alla fine ti dice che ci deve pensare?
- Un pubblico che parla, fa domande, esprime dubbi e chiede chiarimenti?
Come direbbe Quelo, “la seconda che hai detto!”
Ti serve il feedback e per questo la presentazione a canovaccio nel network marketing è indispensabile.
È ovvio: se vuoi sponsorizzare un prodotto e se vuoi sponsorizzare l’attività, hai assolutamente bisogno di creare un rapporto simbiotico con i tuoi ospiti.
Il rapporto dev’essere simbiotico perché dovete collaborare, devi creare un’autentica cooperazione: tu aiuti loro con le informazioni che dai e loro aiutano te facendoti focalizzare sugli argomenti con cui si identificano.
In sintesi: non devi fare il professore, non li devi trattare da scolaretti sotto dettatura ma intavolare un dialogo.
Non si va nelle case e non si sale sul palco per fare sfoggio di superiorità, perché così facendo metti una barriera tra te e loro.
Quindi cosa devi fare?
Usa il canovaccio!
Ti spiego cosa devi fare in modo semplice e schematico.
- Impara tutto quello che devi sapere sul tuo argomento, che sia prodotto oppure attività: devi essere padrone della materia per risultare competente
- All’inizio della presentazione stabilisci subito le regole del gioco: detto in parole povere, anticipa lo svolgimento dell’incontro
- Presentati e fallo in modo di creare il maggior numero possibile di punti di contatto: dagli modo di identificarsi con te
- Non iniziare a parlare subito di ciò che offri ma entra prima in sintonia con chi hai davanti: devi cercare di farlo possibilmente con tutti.
- Fai la presentazione in modo calibrato alla situazione: utilizza un linguaggio in sintonia coi tuoi ospiti, dosa le informazioni in base al tempo che hai a disposizione, lavora di feeback cioè interagisci, quindi chiudi riassumendo il percorso fatto insieme.
- Dichiara che vuoi incontrare singolarmente ogni tuo ospite.
Se non l’hai mai fatto, ti dico subito che è una cosa normale e semplice: per esempio, pochi giorni fa ho assistito proprio ad uno spettacolo di Maurizio Battista con circa duemila partecipanti.
Alla fine lui ha detto che avrebbe avuto piacere di stringere la mano e fare una foto con chiunque lo avesse voluto: di fatto in tantissimi si sono messi in fila pazientemente.
Se questo si può fare in un teatro così grande, figuriamoci in una casa oppure una sala meeting.
Sintesi finale
Te lo dico senza mezzi termini: è una cosa che s’impara, anche io l’ho fatto.
Certo, ti dico pure che ho creato il mio Corso Relatori per aiutarti ad alzare l’asticella della tua professionalità.
Comunque l’obiettivo finale per te dev’essere arrivare al punto che quando dai informazioni, tu le sappia gestire in base alla situazione.
Ti faccio giusto un esempio: immagina di essere ospite a cena di una persona amica insieme ad altri commensali e ad un certo momento, salta fuori che tu hai una ricetta particolare per una pietanza.
Cosa fai? Ti sembra logico metterti al centro dell’attenzione e spiegare nei minimi dettagli come va realizzata?
Certo che no! Oltre al fatto che sarebbe una mancanza di riguardo per la padrona di casa, non daresti comunque modo ai presenti di imparare nulla.
Perciò (lo so che sei una persona per bene) è logico che diresti che in fin dei conti si tratta di qualcosa che tutti loro possono fare ponendo attenzione a qualche particolare.
Poi, in base a come evolve la conversazione, decidi cosa fare: se è la padrona di casa a pregarti di farlo, spieghi velocemente altrimenti se qualcuno ti dice che vuole approfondire, allora gli dici che sei disponibile più tardi.
Ecco, questo esempio ti rende l’idea di come devi spiegare le cose e quindi come devi regolarti per la vendita e la sponsorizzazione.
Come ti dicevo all’inizio, quando inizi una presentazione devi tenere conto del contesto in cui la fai, di quanto il tuo pubblico ne sa di quello di cui parli e del modo in cui si interfaccia con te.
Alla fine della fiera, devi fare il meglio che puoi con quello che hai: quindi non puoi ripetere a pappardella un discorso ma fare la scelta giusta.
Le presentazioni a canovaccio nel network marketing sono la strada.
Il mio Corso Relatori
Sto per tirare l’acqua al mio mulino, lo premetto.
Ho citato più volte il mio Corso Relatori: è uno strumento formativo molto efficace, per me quando facevo il networker è stato fondamentale per costruire una rete di oltre settemila incaricati in poco più di tre anni quando i social non esistevano.
Così, ora che non faccio parte in nessun modo di alcuna azienda, costituisce uno dei quattro percorsi di Eticonetwork.
Se vuoi sapere di più, puoi farlo da qui.
In ogni caso ricordati di usare il Canovaccio!
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