Il potere delle storie emozionanti viene fuori quando presenti alle persone i tuoi prodotti o la tua opportunità di business.
Ed è un grande potere, perché gli puoi trasformare in qualche area la vita cambiandone la visione della realtà.
Sei cosciente del tuo potere? Te ne servi quando vendi e sponsorizzi?
Con questo articolo voglio stimolarti prima di tutto a tenerlo presente e poi ad usarlo in modo corretto.
Per farlo ti racconto un episodio della mia vita che ha profondamente mutato la mia percezione di una particolare realtà artistica, aprendomi ad un nuovo mondo di emozioni.
Una afosa ed umida serata al sud.
È la prima settimana di luglio, una serata afosa con un’umidità insopportabile in una città di mare del sud Italia.
Ho terminato i miei appuntamenti e sono solo, non ho appetito (cosa strana per me) e neppure voglia di rientrare in albergo, così comincio a gironzolare a piedi senza una meta precisa.
Noto dei manifesti che pubblicizzano un evento dedicato alla cultura napoletana e un pò mi meraviglio, visto che siamo in tutt’altra regione.
Hai presente quando qualcosa, dentro di te, ti dice in modo silenzioso che forse è il caso di andare?
Mi sento attratto e non capisco perché: d’accordo, il mio bisnonno si chiamava Carmine ed era di Napoli ma, a parte il teatro di Eduardo, non ho nessun legame con quella “roba lì”…
Seguo le indicazioni ed arrivo all’ingresso di una vecchia dimora storica, entro passando per un altissimo portone e mi ritrovo in un grande cortile.
C’è un palco un pò “sgarrupato”, una platea di sedie pieghevoli e poco rassicuranti, l’illuminazione è scarsa e dentro il cortile la brezza non mitiga affatto la calura.
Mentre attendo l’inizio dell’evento mi guardo intorno e vedo che il palazzo è decisamente decrepito, un vero peccato vista l’architettura normanna.
Dal momento che la musica di sottofondo va sfumando, prendo un programma e mi scelgo una sedia in posizione centrale. La platea si va riempiendo mentre qualcuno sale sul palco.
Un incontro inatteso
Il conduttore della serata assomiglia all’anatomopatologo del Commissario Montalbano, non so se hai presente…
Comincia a parlare della cultura napoletana, del teatro di Scarpetta e di Eduardo e sin qui tutto bene: poi inizia a parlare di una canzone e ho un tentennamento perché non mi ritrovo nella sua passione.
Perché sì, il tizio è obeso, sudato e con gli occhiali spessi ma è evidente che il suo entusiasmo è genuino e il suo discorso appassionato.
Ma ora che parla di una canzone, che pure conosco, “O surdato innamorato” provo una certa repulsione perché non mi è mai piaciuta e non me ne spiego il motivo.
Anzi a dirla giusta quella canzone, che in passato ho sempre vista rappresentata come una marcetta trionfante, io non la sopporto proprio.
Il motivo della mia idiosincrasia però me lo spiega proprio lui, con un discorso che mi tocca nell’intimo.
La storia de “O surdato innamorato”
Il conduttore è animato da una evidente voglia di trasmettere la passione che prova per il brano: non ha per nulla il piglio di chi fa sfoggio di cultura.
Si scusa per quello che sta per dire e con le sue parole dà corpo alle mie sensazioni spiegando che non c’è ragione di cantarla allegramente, in modo trionfale: dice che è un controsenso.
Racconta che la canzone è del 1915, proprio del periodo della prima guerra mondiale e descrive la tristezza di un soldato che pensa alla sua amata mentre si trova al fronte.
«Staje luntana da stu core, a te volo cu ‘o penziero niente voglio e niente spero ca tenerte sempe a fianco a me! Si’ sicura ‘e chist’ammore comm’je so’ sicuro ‘e te…
Oje vita, oje vita mia oje core ‘e chistu core si’ stata ‘o primmo ammore e ‘o primmo e ll’urdemo sarraje pe’ me!
Mi rendo conto di non averci mai riflettuto e ora mi spiego il motivo della mia antipatia: per me come per lui non è giusto musicarla come fanno nei varietà.
Il tizio a questo punto ha tutta la mia complice attenzione e non bado più al suo aspetto: ora siamo in totale sintonia.
Spiega che una corretta interpretazione l’ha data Anna Magnani in un film che non conosco e ne prendo nota.
Quindi introduce un cantante che ce la proporrà accompagnandosi con la sola chitarra.
Al termine dell’esecuzione, asciutta ma vibrante, l’artista ringrazia e si schermisce: dice che ha cercato di riproporla ispirandosi alla recente reinterpretazione data da Massimo Ranieri.
Ne prendo nota e mi ripropongo di andare a comprare il cd il giorno successivo.
L’evento termina, scambio due parole con il conduttore e il cantante, mi faccio consigliare un locale per una buona frittura di pesce poi saluto e mi avvio.
Qualcosa è cambiato
Mentre cammino verso la destinazione, mi trovo a considerare che un evento inaspettato mi ha fatto cambiare idea verso qualcosa che prima non mi piaceva.
Cerco di rivivere nella mente l’esecuzione cui ho assistito mentre attendo che mi portino quel che ho ordinato.
Mi arriva una splendida frittura di paranza e me la gusto mentre ripenso a tutta l’esperienza fatta: a quel punto mi rendo conto che quel presentatore ha fatto con me quello che va fatto quando si presenta qualcosa a qualcuno.
E sorrido guardandomi intorno, incurante dell’espressione da ebete che i presenti potranno vedere sul mio volto.
Considero che ho visto all’opera il meccanismo che uso e insegno ad usare per vendere e sponsorizzare, perché l’esito di una presentazione dipende proprio dall’interazione di alcuni determinati elementi.
Ora te li indico e ti invito a rifletterci.
Cos’è successo?
Praticamente questo è quello che mi è successo:
- Ho partecipato ad un evento per puro caso
- Le condizioni ambientali erano tutt’altro che favorevoli
- L’oratore non era un tipo “figo”
- L’argomento trattato non era di mio gradimento
- Mi è stata presentata, in modo appassionato, una diversa prospettiva della realtà
- Ho provato una grande empatia
- Mi è stata offerta una prova significativa
- Sono uscito dall’esperienza con un principio di trasformazione avviato perché avevo il desiderio di rivivere quelle sensazioni e approfondire il mondo della canzone classica napoletana. Avevo la sensazione di essermi perso qualcosa di bello e volevo recuperarlo.
Ora io spero con le mie parole di averti fatto rivivere tutta la scena ma se è così diventa interessante metterla in parallelo con l’attività di network marketing.
Se bastasse una sola canzone…
Attenzione a quello che sto per dirti perché inizialmente potrebbe suonarti strano.
Quando realizzi una presentazione dell’attività in sala meeting oppure una dimostrazione party plane devi assolutamente curare tutti gli elementi su cui hai il tuo diretto controllo.
Mi riferisco agli elementi che compongono non soltanto la tua sinfonia ma anche il percorso psicologico che vuoi far compiere ai tuoi ospiti: è quello che sintetizzo con l’espressione “prima entrare nel loro mondo e poi portarli nel tuo”.
Fuor di metafora sto parlando di tutti i dettagli da curare, sia quelli organizzativi che quelli dello speech.
Tutto questo chiaramente è il focus del mio operato che deriva dalle mie competenze e che trovi nei miei percorsi: insomma, questo è proprio l’aiuto pratico per cui ho creato Eticonetwork.
Ma c’è un ma: dopo che hai preparato tutti i pezzi del puzzle, è fondamentale che dici quello che hai da dire con passione, dando modo alle persone di identificarsi con te e con la tua visione delle cose.
Più che concentrarti, ad esempio, sui componenti degli integratori o sulle forme di guadagno del piano compensi, devi fornirgli la visione e i sentimenti che provi tu e le persone che sono in attività con te.
Libera le tue emozioni, non avere timore a condividerle perché potresti avere nel tuo pubblico qualcuno che fino a quel momento è stato diffidente o addirittura contrario ma che è disposto, proprio grazie a te, a cambiare atteggiamento.
Non adottare lo stile televisivo o quello degli spot commerciali ma usa piuttosto una narrazione appassionante.
Non limitarti a descrivere le cose ma spiegane soprattutto il perché e il percome.
Tira fuori tutta la tua ricchezza emotiva perché grazie a questa puoi coinvolgere chi hai davanti e portarlo dalla tua parte.
Questo è uno degli elementi più appaganti dell’attività di network marketing.
Se vuoi andare oltre quello che hai letto, ho scritto un libro su come costruire un’attività di network marketing seria e su base etica. Puoi cominciare dalle prime 36 pagine — gratuitamente, senza lasciare nessun dato.
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