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Leadership school per Networker: succede sempre un fatto strano.

da | 23 Gennaio, 2023 | Network Marketing | 0 commenti

Tempo di lettura: 6 minuti

Ho partecipato alla Leadership School per networker da studente una sola volta, tutte le altre sempre da insegnante e puntualmente alla fine è successo un fatto strano.

Te ne parlo perché se vuoi costruire una solida struttura di incaricati e clienti che restino coinvolti, a lungo e in modo etico e profittevole per tutti, questa è una cosa che devi assolutamente conoscere.

Ma non diamo nulla per scontato e partiamo col definire cos’è una Scuola Leader per networker.

La Leadership School per networker è uno degli strumenti più efficaci per chi vuole fare il salto di qualità nella propria attività.

Cos’è una Leadership School per networker?

È un evento formativo cui si accede su qualifica: in pratica vi partecipi dopo che hai conseguito un determinato risultato di carriera ed è strutturata per fornire strumenti avanzati di crescita per l’attività.

La “formazione in aula” per un networker è un percorso programmato e costante, scandito da livelli progressivi: insomma, mano a mano che cresci ti equipaggi di quello che serve per salire al livello successivo.

Perciò una scuola leadership è destinata a chi sta già costruendo una downline consistente ed ha bisogno di strutturarsi per spiccare il volo verso mete più ambiziose.

È chiaro quindi che non è giusto farvi partecipare i principianti perché non ne comprenderebbero nemmeno i contenuti e di conseguenza spenderebbero soldi senza motivo.

Purtroppo invece questo accade ma è evidente che si tratti di situazioni messe in piedi da soggetti privi di scrupoli che mirano a spremere il portafoglio degli incaricati alla vendita.

Questo è un argomento cui ho dedicato un ampio paragrafo dal titolo “La strategia del Paraculo” nel mio libro ETICONETWORKStrategia di network marketing per persone per bene: lo potrai leggere nell’anteprima gratuita di 36 pagine cliccando il box alla fine di questo articolo.

Qui però siamo interessati a quello che succede in una Leadership organizzata con l’obiettivo etico della crescita professionale (e anche personale) dei partecipanti.

Come funziona la Leadership School per Networker?

Parlo ovviamente di quella che tengo io e non mi metto a spoilerarne i contenuti, non voglio certo rovinarti la sorpresa se un giorno vi parteciperai.

E poi dobbiamo stare sul pezzo cioè arrivare a capire perché alla fine succede sempre la stessa storia.

Una Leadership ben organizzata non si tiene negli alberghi ma piuttosto in un agriturismo ed inizia con l’arrivo nel pomeriggio del giovedì e termina col pranzo della domenica.

Parliamo quindi di tre giorni interamente dedicati alla comprensione profonda del reale funzionamento dell’attività.

Non c’è solo istruzione ma anche tanta condivisione con momenti coinvolgenti e molto emozionanti.

Quando si arriva alla fine dell’evento il commento ricorrente della gran parte dei partecipanti è sempre lo stesso: 

Ma allora è tutto qui? 

Ma è molto più semplice di quello che avevo creduto fino ad ora!  

Da oggi finalmente ho una visione chiara di quello che devo fare.

Questo è quello che mi sono sentito ripetere da centinaia e centinaia di incaricati. 

Le prime volte sono rimasto veramente basito: com’è possibile, mi domandavo, che qualcuno che è ormai da tempo (almeno un anno) coinvolto nel business e ha già una sua struttura abbia potuto capire soltanto a quel punto il vero funzionamento del network marketing?

Perché prima non gli era stato possibile? 

Cosa è successo nel corso di questo evento che gli ha fatto fare il “salto dimensionale”?

Perché alla fine tutti dicono la stessa cosa?

Ti ho detto che al termine di ogni Leadership la gran parte dei networker afferma di aver capito, per la prima volta, quale sia il vero funzionamento dell’attività e di essersi finalmente reso conto di quanto sia semplice. 

Perché questo fatto accade a persone che già stanno ottenendo risultati positivi?

Perché capiscono soltanto dopo il senso di quello che stanno facendo?

Sgomberiamo il campo da fraintendimenti; io non sopporto i guru e tutto quello che ci gira intorno quindi non sto insinuando di essere uno che fa i miracoli.

Qui parliamo di networker che arrivano alla consapevolezza del proprio ruolo soltanto avanti nel tempo, quindi persone che comprendono a posteriori l’essenza dell’attività che svolgono.

Insomma sembra proprio assurdo che prima venga la pratica e poi la teoria!

Pensa alla patente di guida, funziona esattamente al contrario…

Ti prego di credermi, mi ci sono arrovellato il cervello a cercarne la spiegazione.

C’è gente che risolverebbe l’argomento citando Oscar Wild:

L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione” 

La frase ad effetto semplifica (forse) ma non sempre spiega, perciò la domanda rimane.

Adesso vediamo di fare lo spiegone.

Cominciamo col dire che, alla fine della fiera, il network marketing consta di tre elementi fondamentali:

  • Vendita
  • Sponsorizzazione
  • Leadership.

Se hai venduto, hai sponsorizzato e stai avanzando nella carriera raggiungendo vari livelli del piano compensi è mai possibile che tu non abbia ancora capito che l’essenza dell’attività è tutta qui? 

Io ho appurato che ci sono 3 motivi per cui questo accade.

1° – I networker non capiscono perché nessuno sa spiegarglielo

Spesso il problema nasce dal fatto che né lo sponsor né l’upline hanno capito il meccanismo di base.

Mi rendo conto che possa sembrare strano ma questa è un’evidenza antropologica: la massa è predisposta all’imitazione e non s’interroga sul perché delle cose.

È il principio della riprova sociale di Robert Cialdini, il principio per cui “se lo fanno tutti allora è la cosa giusta da fare!”

Vuoi un esempio? Ti sei mai trovato al supermercato con tutta la gente in coda ad una sola cassa ma tu sei andato ad un’altra e solo a quel punto tutti si sono mossi?

Allo stesso modo tanti entrano in attività e fanno quello che gli viene detto senza domandarsene la ragione, pensando che se lo fanno gli altri allora deve per forza essere l’unica opzione. 

In questo caso qualche risultato economico può pure arrivare ma non c’è crescita né professionale né personale. 

Quando più di trent’anni fa ho mosso i miei primi passi nel network marketing, ho chiesto sia al mio sponsor che all’ Upline perché utilizzassero sempre lo stesso approccio per la presentazione dell’attività nonostante gli scarsi risultati e la risposta è stata che “gli americani hanno detto che si deve fare così!”  

Perciò era chiaro che la mia domanda non aveva senso per loro visto che si erano uniformati senza capire.

Lasciami dire che dovresti sempre farti spiegare le ragioni del metodo che t’insegnano per fare network.

Non accettare il “così fan tutti”: e poi verifica la compatibilità con i tuoi valori etici.

I networker che non capiscono il reale funzionamento dell’attività perché nessuno è in grado di spiegarglielo sono vittime dell’ignoranza.

2° – I networker non capiscono perché nessuno vuole spiegarglielo

Purtroppo accade che il non spiegare le cose sia frutto di una decisione strategica.

Molto spesso chi ha il ruolo di guida non vuole essere messo in discussione quindi fa perno sul cosiddetto principio di autorità.

In pratica si pone su un piedistallo e inibisce qualsiasi ragionamento: è quello che accade nelle interviste dei politici con le domande concordate prima.

Nel network ho conosciuto tanti pseudo leader che vanno avanti a colpi di mantra: 

“Fare esattamente!”  

“Io dico, tu fai!”

Perché agiscono così?

La risposta più semplice è perché vogliono usare le persone per i propri scopi.

Per fare un esempio, è proprio grazie a questi meccanismi che ci sono network e/o strutture che si reggono solo sull’autoconsumo obbligatorio.

Questi networker, che non capiscono il reale funzionamento dell’attività perché nessuno vuole spiegarglielo, sono vittime della manipolazione.

3° – I networker non capiscono perché non hanno la visione d’insieme

Esiste anche un altro motivo del perché, al termine di una Leadership, ci siano così tanti networker che dicono di aver finalmente chiaro il vero funzionamento del business ed è che per la prima volta ne hanno potuto avere una visione d’insieme.

Certo le condizioni ambientali dell’evento hanno la loro importanza: stare insieme ai colleghi, dalla mattina presto fino a tarda sera, rende tutti più disponibili all’apprendimento ed al confronto.

Non voglio spoilerare ma è chiaro che le montagne russe emotive che si vivono giocano il proprio ruolo.

Tuttavia io penso che l’esperienza che i networker fanno per la prima volta sia quella di sedersi in panchina nel ruolo dell’allenatore che analizza lo schema di gioco.

Nel calcio, durante la partita, i giocatori sono impegnati nel proprio ruolo e questo è esattamente ciò che accade ai networker che sono presi dal vortice degli appuntamenti di lavoro.

L’allenatore però è fuori dal campo e vede nel suo insieme quello che sfugge al singolo ed è proprio per questo che può fare scelte che portano poi alla vittoria.

In fin dei conti, lo scopo di una Leadership School è proprio quello di analizzare gli schemi di gioco e verificare che siano appropriati.

Ecco perché partecipare a una Leadership School per networker cambia il modo in cui guardi la tua attività.

Io non ti conosco, io non so chi sei

Ti cito la canzone di Mina per dirti che non sono al corrente della tua situazione particolare ma ti suggerisco di ragionare su come stai sviluppando la tua attività.

Sei tu a decidere le tue azioni oppure stai solo ubbidendo a qualcuno? 

Sei consapevole delle regole del gioco?

Se le conosci, sei certo che siano compatibili con i tuoi valori etici?

Ti piace e ti trovi a tuo agio per come è impostato il gioco?

Queste domande devi fartele e devi pure darti le risposte!

Se già lo hai fatto, allora buon per te: la consapevolezza è fondamentale.

Questa è la soluzione definitiva per il successo?

No. E te lo dico chiaramente.

Ho visto centinaia di networker uscire da una Leadership convinti di aver finalmente capito tutto. Alcuni hanno poi costruito qualcosa di solido. Altri no.

La differenza non stava nella comprensione — stava nell’azione che è seguita.

Capire il funzionamento dell’attività è necessario ma non sufficiente. Un vero leader etico coinvolge e mantiene coinvolti clienti e incaricati non perché ha le idee chiare, ma perché agisce di conseguenza ogni giorno.

Se vuoi capire come si costruisce questo tipo di leadership, ho scritto un articolo che parte proprio da qui: Il Network marketing è una setta? No, è una chiesa!

Se poi desideri organizzare una Leadership School per la tua organizzazione o per la tua azienda, contattami direttamente.


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Roberto Ragusa

Roberto Ragusa

Sono esperto di network marketing quindi di vendita, sponsorizzazione e leadership. Conosco bene anche la vendita diretta: a tu per tu, con party plane, televendite e telepromozioni da call center.
 Ho venduto praticamente ogni tipo di prodotto, da quelli di consumo ai beni durevoli.
 Conosco pure il dietro le quinte avendo lavorato per alcune aziende. Ora voglio aiutare direttamente le persone per bene a raggiungere il successo.

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