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Qual è il modo più giusto di affiancare un nuovo incaricato nel Network Marketing?

da | 2 Aprile, 2026 | Network Marketing | 0 commenti

Tempo di lettura: 7 minuti
Statua della Giustizia che simboleggia equilibrio e correttezza, tema dell’affiancamento nel network marketing.

Affiancare un nuovo incaricato nel network marketing può avvenire in due modi: qual è quello più giusto?

Questa è una domanda cui devi obbligatoriamente dare una risposta, perché tu potresti essere quel nuovo incaricato oppure il suo sponsor.

Prima di andare avanti, ti faccio notare che ho scritto più giusto e non migliore, efficace o altro.

Per capire quale possa essere dobbiamo partire dal funzionamento del network marketing: semplificando possiamo definirlo tantissime persone che fanno poco ciascuno.

Grandi, grandissimi o addirittura enormi fatturati sono mensilmente generati dalla somma di piccoli fatturati individuali.

Quindi l’obiettivo finale è mettere nelle condizioni ogni iscritto di produrre, in modo autonomo e costante, un fatturato personale:

come ci si arriva?

La risposta è semplice quanto banale:

insegnandogli in modo pratico il metodo di lavoro.

Sponsor è la parola chiave

Il network marketing poggia su tre pilastri fondamentali che sono vendita, sponsorizzazione e leadership.

Con la vendita a clienti finali produciamo fatturato direttamente, con la sponsorizzazione coinvolgiamo altre persone e quindi indirettamente lo incrementiamo e la leadership è il ruolo che assumiamo per coinvolgere e mantenere coinvolte le persone in attività.

Solo una precisazione: ho usato il plurale (produciamo, coinvolgiamo, incrementiamo e assumiamo) ma ti ricordo che non sono collegato a nessuna azienda quindi non ti voglio spostare da dove sei ma solo aiutarti.

Ora le persone che non conoscono il nostro ambiente quando sentono parlare di sponsorizzazione pensano immediatamente alla pubblicità, cioè ad esempio a chi contribuisce ad eventi dello spettacolo o dello sport in cambio di visibilità.

Normalmente chi si ferma a questo concetto, pensa addirittura che sponsor sia una parola inglese: supposizione errata.

Sponsor è un termine latino, più precisamente del diritto romano e indica colui che si assume la responsabilità di un altro attraverso una solenne promessa.

Prova a ricordare quando hai firmato la tua prima lettera d’incarico:

qualcuno si è realmente assunto l’impegno di aiutarti in modo pratico a compiere i tuoi primi passi oppure sei stato usato per la sua carriera?

Fermati ancora un momento a pensare:

quanti incaricati conosci che si fanno effettivamente garanti del successo delle persone che iscrivono in attività?

Il tuo punto di vista come nuovo incaricato

Supponiamo che tu sia il nuovo incaricato appena iscritto: non ti sei lanciato sull’onda dell’euforia ma hai prima ragionato su quello cui andavi incontro.

Hai apprezzato l’ambiente, ti sono piaciuti i prodotti e hai stabilito che per te questa deve essere una vera attività da cui guadagnare in modo regolare.

Inoltre chi te l’ha presentata è stato onesto e ti ha chiarito che si tratta di commercio, quindi è previsto che tu debba impegnarti anche in una piccola azione di vendita del prodotto oltre al coinvolgimento di altre persone.

Si tratta di cose che non hai mai fatto prima e quindi ti rendi conto che hai bisogno che qualcuno ti mostri in modo pratico come si fa.

È poi altamente probabile che tu non abbia timori con la sponsorizzazione quanto piuttosto sia preoccupato dalla vendita.

Infatti hai sentito dire spesso che in queste situazioni si riesce al massimo ad ottenere un primo ordine dalle persone più intime ma poi tutto finisce lì.

A questo punto ti domandi:

Qual è il modo più giusto affinché io possa imparare il lavoro e diventare indipendente?

Il tuo punto di vista come sponsor

Ribaltiamo la prospettiva e supponiamo invece che tu sia lo sponsor di questo nuovo iscritto e che ne abbia veramente a cuore il successo.

Tu sai già vendere e sponsorizzare perciò sarai proiettato a renderlo indipendente dalla tua presenza ed in grado quindi di sviluppare la sua attività in modo autonomo.

La domanda quindi che ti fai è:

Qual è il modo più giusto per trasmettergli le mie competenze?

Le due filosofie per affiancare un nuovo incaricato nel network marketing

Sin da quando è nato il network marketing esistono due possibilità per affiancare il nuovo incaricato:

con affiancamento attivo oppure passivo.

Chi adotta il primo ritiene che il nuovo incaricato vada affiancato incontrando insieme a lui le sue conoscenze e chiudendo a suo nome le trattative di vendita e sponsorizzazione.

Quelli che utilizzano questa strategia, che è poi quella dominante, sostengono che così facendo il nuovo incaricato impara e guadagna subito quindi “si prendono due piccioni con una fava”, aumentando la sua fiducia nel valore dell’opportunità.

La seconda possibilità, quella dell’affiancamento passivo, prevede invece di portare il neofita agli appuntamenti dello sponsor in modo che lo veda all’opera con i suoi contatti quindi senza alcun beneficio economico.

Stando a questo, parrebbe proprio non esserci dubbi sul cosa fare e poi, visto che “così fan tutti” non converrebbe cambiare.

Possiamo esserne sicuri?

E tutto oro quello che luccica?

Vorrei che fossi tu a dare la risposta perciò mi limito a mostrarti le conseguenze di questa strategia.

Quando lo sponsor lavora con la lista nomi del nuovo incaricato, gioca su un terreno favorevole e quindi è normale che ottenga vendite e sponsorizzazioni incontrando scarse difficoltà.

Questo accade perché è logico che gli vengano presentate le persone migliori, quelle più affini, quelle che gli vogliono bene e sono disposte ad aiutarlo.

Per quanto lo sponsor possa prodursi in un mega show è chiaro che gli ospiti aderiscono per la fiducia che hanno in chi li ha invitati ed è una fiducia che deriva dal vissuto comune.

Senza nulla togliere alla bravura dello sponsor, è evidente che questo è comunque un vincere facile.

Ma che succede dopo?

Il nuovo incaricato è stato reso indipendente ed autonomo?

Certo che no.

No perché non è stato lui a vendere e sponsorizzare: questa situazione infatti apparirà critica non appena proverà ad organizzare il programma futuro.

I suoi clienti non lo guarderanno come un esperto del prodotto visto che sanno che è appena agli inizi.

I suoi nuovi incaricati poi, per presentare l’attività ai propri conoscenti, vorranno ancora la presenza dell’esperto.

Soprattutto il nuovo incaricato non si sentirà all’altezza visto che non ha fatto nulla oltre ad organizzare l’incontro e ti dico pure un’altra cosa:

non si sentirà mai all’altezza!

Se invece avesse accompagnato per un certo periodo il suo sponsor, avrebbe avuto modo di conoscere e capire il metodo di lavoro e iniziare a camminare con le sue gambe nel momento opportuno.

Non solo, avrebbe poi acquisito maggiore fiducia nei propri mezzi visto che i primi risultati li avrebbe ottenuti da sé.

Certo nessuno gli avrebbe messo soldi in tasca senza far niente ma dall’altro lato non andrebbe incontro a nessuna sindrome dell’abbandono.

Se vuoi approfondire questo argomento, ne ho parlato anche in questo articolo

Una storia di vita vissuta

Voglio che sia chiaro che ti parlo per esperienza e per il tuo bene, perciò ti racconto un episodio dei miei inizi nel network.

Immagina la situazione: seminario sulla sponsorizzazione, sala conferenza Hotel Hilton a Roma, un centinaio di partecipanti tutti del mio team.

Al termine dell’addestramento, che ho condotto in modo molto dinamico e soprattutto coinvolgente, dopo i riconoscimenti dei risultati del mese una persona si lamenta ad alta voce che è un pò che non l’aiuto con la sponsorizzazione.

Bello quando tu stai portando avanti il filo del discorso e qualcuno sceglie il modo più irritante per crearti problemi, vero?

Vabbè, quando si ha a che fare con tante persone può succedere.

Le faccio presente che è in attività da quasi un anno, che l’ho già aiutata tante volte e che per il suo livello di carriera (e di guadagno) non ha più bisogno del mio aiuto.

Purtroppo non è bastato e nonostante io sia stato gentile ha continuato ad insistere.

Col suo modo di fare stava cominciando a rovinare la bella atmosfera della serata e quindi ho deciso di rompere le uova e fare la frittata.

Quanno ce vò, ce vò

L’ho fatta venire davanti a tutti con il suo organigramma e ho contato tutte le persone che aveva nel team alle quali avevo fatto io la presentazione:

erano quarantacinque!

Tieni presente che si trattava di un mio terzo livello e di qualcuno per cui avevo anche affetto ma non mi ero reso conto di essere arrivato a quel punto.

Quello per me è stato un punto di svolta e da quel momento non ho più commesso l’errore di fare il lavoro per al posto degli altri.

Se pensi che certe “botte da matto” non vadano fatte concordo con te anche se penso che “quando ce vo’, ce vo’!”

Se supponi che quella persona abbia mollato, ti dico invece che da quel momento ha cominciato un nuovo corso della sua attività.

La cosa migliore che tu puoi fare

Perciò voglio dirti che il modo migliore per affiancare un nuovo incaricato nel network marketing è portarlo con te nei tuoi appuntamenti.

Vedrai che questo modo di fare creerà anche una grande stima nei tuoi confronti e questo è fondamentale per la tua autorevolezza.

Infatti la cosa più importante che otterrai è che la tua downline sarà consapevole che anche senza di loro tu sei in grado di costruire qualcosa di grande e non vorranno perdere la tua considerazione.

Ti dico una cosa ma non te ne dico un’altra

Ti dico una cosa ma non te ne dico un’altra

Se ci rifletti quella che ti ho indicato è la strategia migliore per creare una solida attività e verrebbe da chiedersi perché invece si faccia altrimenti.

Potrei risponderti che come esistono genitori iperprotettivi che non espongono i figli alle difficoltà della vita, così esistono sponsor che vogliono evitare la sofferenza della crescita ai membri del proprio team.

Tuttavia questa è solo una parte della verità.

L’altra, che richiede una lunga spiegazione, la puoi leggere nell’anteprima gratuita del mio libro ETICONETWORK – Strategia di network marketing per persone per bene: la trovi al paragrafo “La strategia del paraculo”.

In fondo all’articolo ti lascio il link.

Veniamo adesso alla cosa che invece voglio dirti.

Io, al posto tuo, farei dell’affiancamento passivo il tuo marchio di fabbrica.

Il tuo marchio di fabbrica

Pensa quanto sarebbe bello che le persone che sponsorizzi si sentissero dire da te che le vuoi aiutare senza manipolarle.

Se gli spieghi che potresti anche fare il fenomeno chiudendo vendite e lettere d’incarico con i loro contatti ma che invece possono farlo tranquillamente da sé, dopo un periodo di affiancamento, perché sei certo che ne hanno la possibilità.

Che effetto pensi che avrebbe sulla loro autostima?

E che legame di rispetto tra voi si potrà creare?

E quanto potrà crescere e durare nel tempo?

Patti chiari, amicizia lunga!

Dai che lo sappiamo, il settore del network marketing soffre di un altissimo livello di turnover, c’è una percentuale assurda di gente che entra ed esce!

Questo vortice non è un fattore congenito all’attività ma la conseguenza di un modo di fare sbagliato che punta tutto sul risultato immediato a discapito delle prospettive future.

Ti sei mai chiesto come mai tantissimi incaricati ottengono all’inizio risultati che poi nel tempo non riescono più a riprodurre in modo costante? 

Quanti ne hai visti che vengono premiati per aver fatturato 1000-2000 euro nel primo mese e poi nel prosieguo dell’attività faticano a produrne un quarto?

Quanti nei hai conosciuti che vengono esaltati per aver sponsorizzato 5-10 nuovi incaricati nel loro periodo iniziale e poi stanno mesi senza iscriverne nessuno?

Questo succede se a lavorare con la loro lista nomi è uno sponsor scaltro e senza scrupoli ma poi cosa accade quando si trovano a dover iniziare a lavorare con estranei e oltretutto senza esser allenati?

Passa il favore

C’è una specie di mantra, tratto da un film, che circola nell’ambiente: “Passa il favore”.

Spremere il grappolo di qualcuno lasciandogli un pò di succo e dirgli di fare la stessa cosa con gli altri non è un grande favore.

Insegnargli a coltivare la vite quello sì che è un vero favore.

Portali con te a vedere come coltivi la tua e poi assistili nei loro primi passi.

Questo è il modo giusto per aiutarli a crescere.


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Roberto Ragusa

Roberto Ragusa

Sono esperto di network marketing quindi di vendita, sponsorizzazione e leadership. Conosco bene anche la vendita diretta: a tu per tu, con party plane, televendite e telepromozioni da call center.
 Ho venduto praticamente ogni tipo di prodotto, da quelli di consumo ai beni durevoli.
 Conosco pure il dietro le quinte avendo lavorato per alcune aziende. Ora voglio aiutare direttamente le persone per bene a raggiungere il successo.

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