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I due partiti del network marketing (spiegati col salmone di Moni Ovadia)

da | 30 Maggio, 2023 | Network Marketing | 0 commenti

Tempo di lettura: 6 minuti

Esistono due partiti del network marketing e sono quelli che fanno riferimento alle due opposte visioni dell’attività: per accorgerti della loro esistenza devi avere esperienza nel settore quindi voglio spiegarteli.

Non so quanto tu possa esserne cosciente ma sappi che si tratta di due posizioni antitetiche e per questo inconciliabili.

Il punto nodale di tutta la faccenda è questo:

“Nel commercio (il network marketing è un’attività commerciale) se c’è qualcuno che guadagna allora significa che c’è qualcuno che ha speso. La domanda è: cos’ha ricevuto chi ha pagato?”

È perciò tutta una questione di dare e avere: i due schieramenti esprimono le posizioni di chi, da un lato, la domanda se la pone costantemente e di chi invece, dall’altro, non la considera proprio.

Insomma è tutta una questione di etica. Come sempre.

Oylem Goylem

Per offrirti una rappresentazione di come questa dinamica operi anche nel mlm prendo a prestito un breve racconto.

Oylem Goylem, un’espressione della lingua yiddish che significa “Mondo stupido”, è il titolo di un famoso spettacolo teatrale di Moni Ovadia in cui l’autore mette in scena l’ambiente culturale da cui proviene, quello degli ebrei dell’Europa dell’est.

Ovadia narra questa storiella che vede coinvolti dei commercianti all’ingrosso che vendono salmone in scatola a commercianti non ebrei.

Ti chiedo una cortesia: se qualche cretino dovesse uscirsene fuori con discorsi su razzismo e pregiudizi sociali, per favore pensaci tu… 

La storia del salmone in scatola.

Siamo in un grande emporio di vendita all’ingrosso di salmone in scatola, gestito appunto da due fratelli ebrei.

Un cliente (non ebreo) che ha precedentemente effettuato un grande acquisto, si affaccia con un’espressione imbufalita all’ingresso e quindi loro gli vanno incontro chiedendo cosa c’è che non va. 

“Mister Smith, c’è qualcosa che non va?”

E l’uomo, di rimando:

“Vergogna! Delinquenti! Assassini! Ladri! Vergogna!”

E i due fratelli:

“Ma mister Smith, perché ci aggredisce così? Cosa abbiamo fatto? Manca forse qualche cassa di merce? Se è così, ci scusi e non si preoccupi perché gliela facciamo avere anche con un omaggio… ”

Mr Smith:

“ No! La quantità della merce non c’entra: quella è tutto a posto!”

I due fornitori:

“Forse abbiamo sbagliato i conteggi in fattura? Non si preoccupi perché, in questo caso, rimediamo immediatamente!”

Mr Smith, ancora più veemente:

“No, il denaro non c’entra. Anche quello è corretto…”

I due fratelli chiedono quindi:

“Forse che i trasportatori hanno trattato male la spedizione e i colli sono arrivati danneggiati? Anche in questo caso, stia tranquillo: può succedere ma rimediamo subito sostituendola…”

Mister Smith, alzando la voce infastidito:

“No la merce è a posto. È arrivata perfettamente in ordine e al giorno e all’ora stabilita!”

A quel punto i due commercianti chiedono:

“Ma allora Mister Smith: cos’è che vuole da noi?”

E il loro cliente a quel punto, sibilando, rivela il problema:

“Io ho preso una scatoletta, l’ho aperta ed ne ho assaggiato un pezzettino… Quello non è salmone! Quello è cartone! Bagnato! Pressato! Indurito! E voi siete due assassini! 

A quel punto i due fratelli, con espressione esterrefatta:

“Ma Mister Smith, lei è forse impazzito? Questo salmone non è per mangiarselo… questo è salmone commerciale! È per vendere e comprare, vendere e comprare, vendere e comprare…” 

Cosa c’entra il salmone col network marketing?

La morale del racconto, che è lo stesso Ovadia a spiegare, è il rapporto particolare che alcune categorie di persone hanno con il denaro: per costoro l’unica cosa che conta è guadagnarlo, il come non costituisce un problema.

Questa stessa mentalità esiste anche nel network marketing dove ci sono quelli che lo concepiscono esclusivamente come strumento per fare soldi.

Se non siamo sprovveduti e vogliamo essere onesti intellettualmente, non è difficile individuarli: sono quelli che manipolano gli incaricati in funzione dei propri obiettivi.

Sono persone che si ammantano di grandi ideali proponendosi come guida verso il successo: semplificando al massimo, vendono costantemente “il sogno” e in virtù di quello indirizzano il comportamento delle persone.

È chiaro che non ti diranno mai, né dalla pedana né nelle zoom, che “il salmone è per vendere e comprare…” (ma stai certo che, tra di loro, eccome se lo dicono! ): al contrario utilizzeranno un frasario infarcito di parole come sogni, lifestyle, libertà, indipendenza, sacrificio, duro lavoro, famiglia ecc.

Infatti, proprio grazie al fatto che sono loro a dettare le regole del gioco, riescono facilmente a spingere le proprie downline a comprarsi le qualifiche o anche partecipare a costosi eventi oppure far sfoggio di uno stile di vita incoerente con i proventi dell’attività .


È la strategia del paraculo!

Chiamarla così è il modo migliore che ho per descriverti senza filtro il loro modo di fare.  
Se vuoi averne un profilo completo, puoi farlo leggendo e scaricando a costo zero da qui le prime 36 pagine del mio libro dove trovi il lungo paragrafo intitolato proprio “La strategia del paraculo”.

Ma visto che ci siamo, ti dico come si comportano.

Prima di tutto stabiliscono il Principio d’Autorità: loro sono gli esperti che non si mettono in discussione, il mantra è “Io dico, tu fai”. Di conseguenza, se non raggiungi il successo il problema non è il metodo che ti hanno trasmesso — sei tu che non hai fatto abbastanza.

Ti dicono che nel network marketing non bisogna vendere, quindi l’autoconsumo obbligatorio diventa lecito e doveroso in funzione della sponsorizzazione. Quando ti affiancano per la vendita non ti portano mai nei loro appuntamenti: vengono ai tuoi e vendono ai tuoi conoscenti, anche in modo forzato, “dimostrandoti” così che è facile.

Infine, quando arriva la fase involutiva — i fatturati calano, l’organizzazione si sgretola perché non c’è una reale base di clienti — va in scena il film “L’azienda non ha più la visione”. E puntualmente arriva il nuovo progetto in cui “insieme potremo realizzare il nostro sogno.”

È una questione antropologica…

Cosa pensare di questi soggetti?

Beh, conosci il detto che “chi nasce tondo non può morire quadrato”?

Significa che le persone hanno una loro natura che ne guida i comportamenti e che non può cambiare.

Io non so se si tratta di una verità assoluta ma per quella che è la mia esperienza professionale ogni volta che ho dato una seconda possibilità me ne sono pentito. 

Stiamo parlando di network marketing e ti racconto un episodio recente.

Mi è capitato di assistere (passivamente) ai dialoghi di alcuni networker coinvolti in passato in un’attività arrivata dall’estero e che era chiaramente un Ponzi mascherato da multilivello: bastava fare i conti per capire che non era un progetto sostenibile e quindi destinato a durare nel tempo.

Nonostante questo però, quel business ha mosso fatturati elevatissimi e ci sono stati soggetti che hanno guadagnato cifre rilevanti fino a quando il business è imploso lasciando un sacco di gente con un bel pò di prodotto sul groppone.

Ci sono state denunce e condanne con l’AGCM ha sanzionato pesantemente l’azienda che, a quel punto, si è drasticamente ridimensionata. 

Anche lì c’è stato il teatrino con i leader assoluti che, inizialmente, proclamavano che nessun piano compensi pagava come quello fino all’82%!
Salvo poi, quando il castello di carte è crollato insieme ai loro guadagni, giustificarsi dicendo che si erano resi conto soltanto troppo tardi che non poteva funzionare…

Così il primo atto di quello spettacolo teatrale si è chiuso col lancio di un nuovo mirabolante progetto: nel secondo atto, di breve durata, quel progetto è “saltato in aria” con il solito pianto greco.

Infine il terzo atto, quello conclusivo, con proclama di lancio di progetto-mondiale-crypto-educazione finanziaria, attività finita sotto processo in mezzo mondo e migliaia di famiglie rovinate. 

Ma torniamo a quello cui ho assistito, parliamo ripeto di networker che stavano rinverdendo i fasti del primo progetto, proclamandosi esaltati da quella esperienza e magnificando le gesta di chi ci si era arricchito.

Ad un certo punto, qualcuno dice:

“Diciamoci la verità: quello era un Ponzi basato su di un prodottino

Al che un altro networker ha sentenziato

Ma la vita è tutta un Ponzi! Fosse per me, sarei pronto a rifarlo subito…

E tutti gli altri a dirgli bravo…  

Allora, la morale qual è?

Tirando le somme, la prima cosa che possiamo dire è che bisogna stare attenti alle persone con cui ci associamo.

Come dico spesso il network marketing può essere una bellissima avventura a condizione che ci coinvolgiamo con un’azienda seria e con leader onesti.

Questa è un’attività in cui ci si mette la faccia e quindi ogni networker è comunque responsabile di quello che propone per cui, prima di firmare una lettera d’incarico, è bene prendere tutte le informazioni del caso perché poi, se le cose dovessero andare male, le persone se la prenderanno direttamente con chi le ha coinvolte.

Altra cosa da considerare è il rapporto con i leader che deve essere improntato al dialogo e mirato a rendere indipendenti le persone: in questo senso, ti suggerisco di affiancarli nei loro appuntamenti e vedere come si comportano sul campo con i loro conoscenti.

Poi devi stare attento a non compiere azioni che non siano frutto di una tua scelta etica: tradotto in parole semplici non fare vendite forzate e non obbligarti ad acquisti non motivati.

Comportati da networker cosciente e responsabile, non dare fiducia se non a chi ti dimostra di esserne degno.

La conclusione del mio discorso è: non farti usare!


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Roberto Ragusa

Roberto Ragusa

Sono esperto di network marketing quindi di vendita, sponsorizzazione e leadership. Conosco bene anche la vendita diretta: a tu per tu, con party plane, televendite e telepromozioni da call center.
 Ho venduto praticamente ogni tipo di prodotto, da quelli di consumo ai beni durevoli.
 Conosco pure il dietro le quinte avendo lavorato per alcune aziende. Ora voglio aiutare direttamente le persone per bene a raggiungere il successo.

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