Sono passati quasi trent’anni dal giorno in cui è accaduto quel che sto per raccontarti ma credimi che per me l’emozione rimane intatta.
Voglio condividere quest’esperienza perché penso possa esserti utile per capire quali ricchezze puoi trovare nel network marketing e il potere che hai di costruire un ambiente sano.
Se sei già coinvolto in attività, è possibile che ti ci possa ritrovare ma la mia intenzione è rivolta anche a quelli che, per un qualche motivo, non hanno una buona considerazione di questo mondo.
Gli addestramenti a modo mio (e spero anche tuo)
Quando ho iniziato nel mlm non ho avuto un vero sponsor (sono stato io a cercare l’azienda e il mio codice era un braccio diretto della società) quindi ho dovuto necessariamente costruirmi il metodo di lavoro.
Di fatto, anche per gli addestramenti del mio team ho dovuto mettere a punto una strategia efficace ed efficiente che fornisse il massimo coinvolgimento.
Due elementi in particolare, per quello che attiene a questo articolo, hanno fatto la differenza.
Il primo la scelta di strutturare gli incontri rendendoli aperti agli ospiti e il secondo quello di prevedere spesso un post meeting gastronomico dove ognuno portava qualcosa.
Il risultato ottenuto fu quello di una grande partecipazione che permetteva a tutti di sentirsi protagonisti, ospiti compresi.
Da un lato gli incaricati avevano un ulteriore elemento strategico per gli ospiti: infatti potevano invitarli ad un evento che prevedeva non soltanto informazione ma anche una parte conviviale.
Dal canto loro gli ospiti potevano avvicinarsi all’attività in modo soft e progressivo: infatti tanti di loro si candidavano a partecipare all’incontro successivo anche solo per poter condividere una propria ricetta e poi finivano col firmare la lettera d’incarico e replicare il meccanismo.
Questa è una delle strategie che mi ha permesso di coinvolgere migliaia e migliaia di persone in poco più di tre anni (quando i social non esistevano).
Ti suggerisco di rifletterci, potrebbe essere la chiave di svolta per la tua attività. Questo articolo e anche quest’altro ti aiutano ad ampliare il tuo livello di comprensione delle dinamiche dell’attività.
Quella sera del 23 dicembre
Questa strategia ha permesso di creare solidi legami nel team e mi ha consentito di coinvolgere e mantenere coinvolte il più a lungo possibile, in modo etico, una moltitudine di persone.
Infatti quella sera del 23 dicembre, nonostante tutto quello che comporta l’antivigilia, dopo il training avevamo in sala alle 22,30 più di cento persone con un’atmosfera assai coinvolgente.
Confesso che per il mio vissuto le festività non rappresentano un momento diverso dagli altri: insomma, a Natale non mi sento più buono del solito però… però c’è un però.
Quella volta ero molto contento di stare insieme a tante persone con cui stavamo condividendo, ognuno a modo suo e con la sua motivazione, un percorso.
È stato molto emozionante per tutti incrociare lo sguardo con colleghi contenti di essere presenti: c’era un senso di appartenenza che si poteva percepire anche da parte di chi era lì per la prima volta.
Io poi ero molto contento dell’ambiente che ero fino a quel punto riuscito a costruire, uno spazio dove le persone potevano dare il massimo e veder riconosciuto il proprio impegno.
In particolare poi quella sera è accaduto qualcosa: con due coppie abbiamo avuto la sensazione di esser uniti anche da un legame di affetto e ce lo siamo detti.
Con Antonella, Alberto, Barbara e Maurizio è iniziata una profonda amicizia che, ancora oggi, me li fa sentire come i fratelli e sorelle che mi sono scelto.
E questa è una ricchezza, conseguita attraverso il network marketing, che mi godo durante le festività ormai da trent’anni a questa parte.
Conosci quel detto?
“Non fare affari con gli amici ma fatti degli amici attraverso gli affari!”
Posso augurarti di vivere qualcosa di così bello?
Quella volta in cui ho perduto metà dei presenti in sala
Di segno opposto, ma comunque inerente e istruttivo, quello che ti racconto adesso.
Una sera, al termine di un addestramento, purtroppo ho dato spazio a qualcuno (della Società): per un insieme di cose non ho verificato prima cosa volesse fare e il danno è stato consistente.
In pratica quella persona è salita sul palco per dire di aver deciso che, da quel momento in poi, tutti quelli che erano al primo livello della carriera avrebbero avuto l’obbligo d’indossare una divisa.
L’intervento è stato fatto con la grazia di un ippopotamo e con totale assenza di rispetto per me e soprattutto per il mio team: il risultato è stato che, quella sera stessa, metà dei presenti ha lasciato l’attività.
In pratica il mio team ha pagato la mia disattenzione nel non esser stato garante dei valori dell’ambiente che stavo costruendo con loro: io ci sono stato malissimo e per diverso tempo.
Come vedi non ci tengo a farmi bello o apparire infallibile. Anche io, come Michelangelo, ho fatto le mie cappelle…
C’è un meme ricorrente che esorta ad essere l’adulto di cui avresti avuto bisogno quando eri bambino: dovresti senz’altro averlo visto sui social.
Ecco il mio sentimento verso di te lettore è quello di essere lo sponsor di cui avrei avuto bisogno quando ero un incaricato alle vendite.
Anche se, come ripeto spesso, io non faccio parte di nessuna azienda quindi non voglio “sponsorizzarti” ma soltanto aiutarti in quello in cui sei già coinvolto.
Il senso ultimo delle mie parole è quello di non dimenticare mai che hai la possibilità di costruire un ambiente lavorativo a misura dei valori in cui credi: puoi creare qualcosa di unico cui le persone decideranno di appartenere.
Hai anche la responsabilità di garantire, col tuo comportamento, i valori che proclami e difendere le persone della tua downline.
Ti saluto con gli auguri di ogni bene per te e le persone che consideri importanti.
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