Nel capitolo precedente ti ho raccontato la mia prima esperienza di firewalking nel ’94 — un seminario ben impostato, con Marta che non camminò sulle braci ma ottenne i risultati migliori del team. Se non l’hai ancora letto, fallo prima di continuare
Oggi ti racconto invece un’esperienza di segno opposto: stesso firewalking, risultato completamente diverso. Perché? Dipende da chi organizza e con quale obiettivo.
La PNL e il firewalking nel network marketing
La PNL cioè Programmazione Neuro Linguistica è una metodologia che punta ad ottenere risultati veloci nel cambiamento delle dinamiche comportamentali.
Il firewalking, cioè la camminata sulle braci (in italiano pirobazia) è probabilmente l’evento con cui viene più facilmente associata.
L’idea di fondo è che si tratti di un’esperienza ad alto impatto emotivo capace di facilitare il superamento di credenze limitanti, cioè cose che riteniamo di non essere assolutamente in grado di fare.
“Se passo sopra le braci e non mi succede niente, allora vuol dire che sono diventato un supereroe e non mi ferma più nulla e nessuno!”
Questo in buona sostanza è quello che ronza nella testa di chi decide di partecipare ad un seminario, solitamente definito di automotivazione, che si conclude con il firewalking.
La domanda cui vogliamo dare risposta è se una tale esperienza, vissuta appunto come metafora, sia utile o dannosa.
Se bastasse una sola emozione…
Il firewalking può essere utile quando le premesse sono etiche cioè funzionali ad aiutare le persone che vi partecipano ad evolversi.
Ho detto che questo è possibile se chi organizza vuole aiutare realmente i presenti mentre in caso contrario, cioè se punta solo a incassare soldi, si possono fare danni.
Se prendi delle persone e le fai camminare direttamente sulle braci, vale a dire senza una preparazione “specifica” non puoi avere la sicurezza di averle aiutate a migliorarsi acquisendo maggiore fiducia in se stesse e nei propri mezzi.
Ho scritto preparazione specifica e mi riferisco alle cose che si dicono e si fanno nel seminario per far capire il giusto significato di quello che accadrà durante il firewalking.
Pensa a tutte quelle esperienze ad alto carico emotivo che si fanno nei corsi a base PNL: tenere in mano il serpente, spezzare la tavola di legno, la freccia e il tondino di ferro puntati alla gola ecc, hanno senso soltanto se producono un incremento di autostima.
Lo dico con altre parole, ripetendo una verità che tutti conoscono e cioè che
“L’esperienza non è ciò che ci accade ma ciò che impariamo da quello che ci succede”.
Quindi da un firewalking le persone ne escono con tre possibili risultati:
- Più forti
- Più deboli
- Senza averci capito nulla.
Se non ci hanno capito nulla, significa che si sono fatti un giro su una giostra un pò più costosa del solito: diciamo che sono stati a Bracialand…
Farli uscire più forti o più deboli è responsabilità di chi organizza l’evento.
Quando il firewalking è utile
È utile quando le persone capiscono che certe paure sono irrazionali quindi, affrontandone e superandone una, assumono un atteggiamento potenziato verso altre difficoltà che incontreranno in seguito.
Come si può fare affinché questo accada? Di fatto è semplice, aiutandole a ragionare.
Tu pensa ad una sala piena di persone terrorizzate che si vedono già con i piedi ustionati: cosa puoi fare per loro, come puoi aiutarle ad affrontare e superare la prova?
Prima di tutto riflettendo con loro sulla conducibilità termica. Se apri lo sportello di un forno a 180 gradi e ci metti per un secondo la tua mano questa non si brucia, al massimo diventa rossa. Se invece la mano la poggi sullo sportello del forno, che è alla stessa temperatura, è certo che qualche danno te lo procuri.
Poi li fai ragionare sulla durata del contatto con le braci. Non si tratta di stare immobili come una bistecca sulla griglia che quindi, ovviamente, sfrigola e si attacca. Si tratta piuttosto di camminare velocemente, alternando un piede dopo l’altro, per una breve frazione di tempo.
Infine chiudi il cerchio dicendogli che saranno all’aperto di sera, quindi in condizioni di relativa umidità e con l’adrenalina in circolo.
Come sigillo aggiungi che una moltitudine di persone prima di loro già l’ha fatto e anzi, quella sera stessa, ci sarà qualcuno a precederli.
Per tutti questi motivi, possono affrontare quella prova con la consapevolezza che non c’è nulla di sovrumano da vincere ma solo la propria paura.
Se le cose le metti così, gli fornisci un paradigma cioè uno schema di pensiero cui potranno fare riferimento ogni volta che si troveranno ad affrontare le difficoltà della vendita, della sponsorizzazione e della leadership.
Questo è un esempio di come si fanno le cose in modo corretto, tuttavia non sempre hai a che fare con persone per bene.
Quando il firewalking produce danni
Come ti avevo anticipato, ora ti racconto un’altra mia esperienza ma stavolta negativa.
Ti faccio il quadro della situazione: ero in un rapporto di collaborazione con un’azienda di network per la quale mi occupavo di addestramento alla vendita ed era stato organizzato un corso di automotivazione con firewalking finale.
Non conoscevo chi conduceva il seminario e quindi ho presenziato essendo all’oscuro del contenuto.
È stata per me una giornata di incazzatura crescente.
Il trainer ha fatto un minestrone immondo mescolando (secondo lui) sciamanesimo e spiritualità.
Ho dovuto assistere a dichiarazioni del tipo che, mentre i corsisti erano in sala, il fuoco purificatore all’esterno stava “caricandosi di tutte le loro impurità” e avrebbe quindi poi prodotto una catarsi.
Le mie orecchie hanno ascoltato discorsi relativi al fatto che, essendo impossibile fare come gli sciamani che usano i funghi allucinogeni, allora ognuno doveva stringere in mano un pò di tabacco da fumo: l’avatar del peyote, questa mi mancava!
Poi, non essendo abbastanza, aggiungi il fatto che la camminata sulle braci è stata fatta con qualcuno che suonava i bongos “per indurre uno speciale stato di trance…”
Quando mi sono confrontato (dovrei dire affrontato) con il boss mi sono sentito dire che non ci vedeva nulla di male, che era un punto di vista diverso sull’argomento, che in fondo c’era una parte del pubblico (sua moglie in primis) che era contenta e che comunque erano soldi che entravano in cassa!
Ora ti chiedo di riflettere: lasciamo da parte l’etica, secondo te i partecipanti cosa hanno portato via da quella esperienza? In che modo potranno servirsene quando dovranno affrontare gli ostacoli dell’attività?
A cosa potranno attingere per superare le difficoltà? Alla catarsi? Al tabacco? Dovranno entrare in trance prima di fare una dimostrazione o una presentazione dell’attività?
Per me quella volta è stato uno dei momenti fondamentali che mi hanno spinto a non accettare più compromessi professionali.
Ma insomma, firewalking sì o firewalking no?
Tiriamo le conclusioni di quel che ti ho raccontato.
Posto che quella del firewalking va vissuta come metafora, cioè “se ho superato quella prova ne posso superare altre”, è consigliabile farla?
La mia risposta è che le tre abilità richieste nel network cioè vendita, sponsorizzazione e leadership si acquisiscono progressivamente: impari a vendere vendendo, a sponsorizzare sponsorizzando e a guidare guidando.
Detto questo, se ti viene offerta la possibilità di fare la camminata sulle braci io penso che i soldi che spendi sono tuoi quindi spetta a te decidere ma ti consiglio d’informarti dettagliatamente sul programma prima di pagare.
Diverso è il discorso se hai la responsabilità di un team che si fida di te, qui la considerazione da fare è più ampia perché non decidi solo per te stesso ma anche per gli altri.
Se porti la tua gente al seminario gli stai facendo spendere soldi per qualcosa che dev’essere effettivamente utile altrimenti loro ci rimettono denaro ma tu la faccia e la loro fiducia, quindi prima esamina a fondo tutti i contenuti: soltanto dopo che ne sei convinto allora puoi esporti, altrimenti non farlo.
Esistono cose che sfuggono al nostro controllo ma chi fa network marketing ha la possibilità e quindi la responsabilità di creare “un mondo a parte”, un ambiente in cui trovino spazio quei valori etici che in altre attività non ne hanno.
Se ti preoccupi di creare e mantenere le condizioni per cui le persone si sentono rispettate e protagoniste allora resteranno con te a lungo e saranno fedeli all’ideale cui avranno creduto.
Non le perderai, puoi esserne certo. Ci metto i piedi sul fuoco!
Ci vediamo al prossimo capitolo, il quarto della serie, dove ti parlerò dei corsi di automotivazione.
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